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Come gestire l’eredità digitale?

Che i dati virtuali rappresentino un valore e che siano oggetto di eredità è un dato ormai acquisito. Ma che cosa si intende per eredità digitale? Siamo di fronte ad uno scenario di dati assolutamente vari e compositi. In alcuni casi si tratta indubbiamente di asset digitali dotati di un valore “di mercato” (si pensi alle criptovalute come il bitcoin, che sono negoziate 24 ore su 24 in tutto il mondo e che sono “contenute” in portafogli virtuali). In altri casi abbiamo dati che consentono l’accesso ad altri dati (PIN, password, etc.). Esistono inoltre contenuti che potrebbero anche essere tutelabili come opere originali o invenzioni, come tali brevettabili o comunque tutelabili dalla legislazione relativa al diritto d’autore.

L’identità digitale è qualcosa di per se ereditabile?

 

La diffusione dei social network, la proliferazione degli account, delle password, dei dati personali presenti nelle banche dati pongono una serie di interrogativi assolutamente nuovi. Cosa dire poi degli investimenti gestiti online, del materiale pubblicato sui blog? L’identità digitale, fatta di dati, fotografie, contatti è qualcosa di per se ereditabile? Il quadro giuridico non ha ancora visto interventi specifici del legislatore. Va messo a fuoco che social network, posta elettronica, cloud computing (più in generale i servizi online che usiamo) non sono per lo più basati in Italia e per questo motivo sono soggetti a legislazioni di stati stranieri difficilmente conoscibili e comprensibili per l’utente medio.

Un prima domanda alla quale va data una risposta è se i dati introdotti nei social network, nelle banche dati, più in generale veicolati dal web appartengano o meno a chi non c’è più. Solo in quest’ultimo caso si possano rivendicare o in altro modo proteggere. La risposta non è sicura: dipende infatti in quale “contenitore” sono racchiusi. Un esempio pratico è quello dei social network: le condizioni generali di contratto alle quali ciascun utente si sottopone per poterli utilizzare possono prevedere che i dati, una volta introdotti, diventino di proprietà della casa madre.

In generale è molto importante adottare precauzioni preventive finalizzate al recupero dei dati, evitando per gli eredi costose controversie con soggetti stranieri. Giova sottolineare come vi sono servizi online che prevedono, in caso di morte del titolare, che tutti i dati a lui riconducibili vengano eliminati dal sistema. Non sempre questa soluzione, ancorchè voluta dal de cuius, può essere conforme al diritto ereditario: può essere infatti che la legge assegni un diritto specifico in capo agli eredi. In un quadro così articolato può essere decisivo affidare ad una persona di assoluta fiducia le credenziali d’accesso ai sistemi/banche dati/conti correnti online. Il tutto corredato di chiare istruzioni relative a come si debba provvedere nel caso di morte del titolare. Così si evita di dover ricorrere a costosi servizi specializzati allo scopo di recuperare (quando possibile) i dati conservati sotto password sia in dispositivi quali computer, tablet, smartphone, hard disk. Una particolare cura va alla distinzione tra i dati di cui sia titolare l’ereditando e quelli che costui fosse stato abilitato a trattare per conto altrui. In quest’ultimo caso infatti i dati non appartengono alla persona defunta, ma ad altri titolari che hanno, per questo motivo, il diritto a recuperarli in via esclusiva. Va inoltre messo a fuoco che il fatto di affidare la password di un conto corrente a qualcuno non significa averlo nominato beneficiario delle relative risorse economiche in caso di morte del titolare, proprio così come aver affidato la chiave di casa ad un amico non significa averlo nominato erede di quella casa.

In sintesi si può dire che la materia, proprio perché la sua importanza è recente e via via sta assumendo un peso crescente, merita di essere trattata con professionalità e con un approccio “a tutto campo”

I professionisti di Officina Notarile possono occuparsi di evitare la dispersione dei tuoi dati, di suggerire il modo per trasmettere la ricchezza digitale e, più in generale, di offrire consulenza in materia.

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